Intervenuto in diretta Instagram con il nostro direttore Attilio Malena, Massimo Carrera, nel giorno del suo compleanno, ha effettuato un viaggio nella sua carriera, partendo da come è iniziata la passione per il calcio, fino ad arrivare alla carriera da allenatore. Inevitabile il pensiero sull'emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese e soprattutto sulla sua città Bergamo, con un accenno anche al trascorso con la maglia dell' Atalanta. Ecco le due dichiarazioni:
"Attualmente mi trovo in Grecia, dove la situazione sembra essere abbastanza sotto controllo. Siamo in quarantena anche qui, ma i casi sono decisamente di meno. Per quanto riguarda l'emergenza Covid in Italia, sono molto vicino a Bergamo, la mia base perché vivo lì. Ho avuto modo di conoscere il popolo bergamasco, gente che si rimbocca le maniche e che non molla mai. Torneranno più forti di prima. Il momento più bello della mia esperienza all'Atalanta è stato sicuramente quello della promozione in A, quando ci sono certe vittorie riesci a far felici i tuoi tifosi ed è una cosa bellissima".
Sulla carriera: "Sono partito dalle giovanili della Pro Sesto, come tanti ragazzini avevo la passione per il calcio. Ci ho messo anima e corpo affinché il mio sogno diventasse realtà e fortunatamente ci sono riuscito. Tanti i calciatori forti che ho incontrato e sfidato, da Van Basten a Ronaldo".
Sulle esperienze a Bari e Napoli: "A Bari devo quasi tutto. Sono cresciuto come calciatore a livello nazionale, da lì ho iniziato a giocare stabilmente e poi sono passato alla Juve. A Napoli sono giunto purtroppo alla fine della mia carriera, la situazione societaria non era facile, ma ciò che ricordo è sicuramente la passione della gente: il dodicesimo uomo in campo".
A proposito di un'eventuale ripresa dei campionati Carrera afferma: "Ci deve essere senza dubbio la salute in un primo momento, sia di chi fa andare avanti questo mondo sia di chi viene a vederlo. Sono dell'idea però che il campionato debba essere concluso, ovviamente rispettando tutte le regole e precauzioni necessarie. Credo che la favorita per lo scudetto resti comunque la Juventus perché ha una rosa di qualità. Per quanto riguarda la serie C, credo sia più difficile ripartire e temo non sia garantita un'uguale sicurezza sanitaria".
E sull'avventura bianconera: "Un ricordo indelebile è senza dubbio la vittoria della Champions. Un sogno fin da bambino per chi aspira a fare questo mestiere. Ancora oggi l'ambiente bianconero è abituato a vincere, quando arrivi lì sai che devi essere pronto a dare il massimo indipendentemente da tutto. Questo è proprio uno di punti di forza di Antonio Conte: chi merita scende in campo. Lo considero uno dei migliori allenatori attualmente in circolazione: trasmette ai suoi giocatori le sue idee e la sua grinta.".
Carrera prosegue: "Sicuramente oggi il calcio è cambiato tanto a livello fisico, si corre molto di più e c'è più intensità. Ho capito di voler fare l'allenatore per caso, una volta terminata la carriera da calciatore ho avuto la fortuna di essere richiamato dalla Juventus per il settore giovanile. Poi ho avuto l'esperienza di Mosca, iniziata semplicemente come responsabile della fase difensiva e invece mi sono ritrovato a guidare la panchina. Sono felice per come si è concluso il rapporto con lo Spartak e di aver fatto gioire i suoi tifosi. L'unico rammarico della carriera da calciatore è più che altro il dispiacere dell'infortunio nell'anno in cui Sacchi mi aveva convocato in Nazionale".
Sul presente: "La società qui ad Atene ha dei progetti seri, sta costruendo il nuovo stadio. Siamo in semifinale di Coppa e ad un punto dalla zona Champions. Abbiamo fatto grandi risultati fino alla sospensione, la squadra stava crescendo. Sicuramente ci rifaremo appena possibile. Allenare in Italia non mi dispiacerebbe, lo ammetto. Sono stato vicino al Genoa ma poi si è conclusa la trattativa. Adesso il mio posto è qui all'estero, per crescere e prepararmi ancora di più al futuro".
Autore: Francesco Quattrone / Twitter: @fquattrone12
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