Danilo Caravello, agente sportivo, è intervenuto ai nostri microfoni per analizzare la stagione del suo assistito Pigliacelli, del Catanzaro e più in generale alcuni temi legati al calcio italiano.
Sull'estremo difensore del Catanzaro: “La stagione di Mirko Pigliacelli e del Catanzaro è stata, ancora una volta, estremamente positiva. Sono ormai due o tre anni che il portiere si conferma stabilmente tra i primi due o tre estremi difensori della Serie B per rendimento, continuità e costanza di impiego. La squadra ha disputato campionati di alto livello e Pigliacelli si è imposto come un elemento centrale, molto apprezzato a Catanzaro, anche se inevitabilmente attenzionato da altre società, che le sue prestazioni non passano inosservate. Dire che sia stato uno dei migliori giocatori over del Catanzaro, se non il migliore, non credo sia un’esagerazione. Si tratta di un calciatore di grande carisma, personalità e importanza, sia in campo che nello spogliatoio”.
Sul Catanzaro: “La squadra è andata vicina a un’impresa storica. Ha ripreso il proprio percorso con un nuovo allenatore e con un mix ben costruito tra giovani di talento, affamati, e giocatori esperti che si sono presi sulle spalle il peso della piazza, arrivando davvero a un passo dal compiere un piccolo miracolo sportivo. Hanno lasciato un’impronta importante e un’immagine forte, tanto che tutto il calcio nazionale ha seguito e in molti casi anche tifato per il Catanzaro. Per quanto fatto durante la stagione, avrebbe meritato la Serie A alla pari del Monza, ma purtroppo il posto a disposizione era soltanto uno”.
Quali giocatori la convincono di più in casa Catanzaro? “Tra i giocatori over, Pigliacelli e Pittarello si sono distinti per costanza, impegno e abnegazione, mentre tra i giovani hanno avuto un impatto importante Liberali e Favasuli, senza dimenticare Cissè, che ha potuto dare il suo contributo solo nella prima parte di stagione ma che resta un profilo di grande prospettiva”.
Su Aquilani: “Conosco Alberto Aquilani da quando era ragazzo, ai tempi in cui iniziava il suo percorso nella Roma. Ho sempre avuto modo di apprezzarlo sia come persona che come professionista. È un tecnico preparato, moderno, con idee di gioco propositive, che ha fatto una grande gavetta tra settore giovanile, l’esperienza a Pisa e anche un anno lontano dai campi che, a mio avviso, gli è servito molto. Oggi è pronto per la Serie A e sono convinto che la scelta del Sassuolo sia la migliore possibile per dare continuità al suo percorso metodologico e di lavoro”.
Sulla società giallorossa: “Ho conosciuto una società organizzata, seria e professionale, che punta a crescere passo dopo passo, sia a livello di squadra sia a livello di strutture. Il segreto del Catanzaro sta nella qualità delle persone: dal presidente Noto al direttore generale Morganti, dal direttore sportivo Polito a mister Aquilani, senza dimenticare figure fondamentali come il segretario generale Salvatore Conti e chi lavora quotidianamente in sede, come Antonella Marchese, vicina al presidente da anni, insieme a molte altre persone che rischio di dimenticare e di cui mi dispiace non fare il nome. Il vero punto di forza è la capacità di gestire una società di calcio con serietà, professionalità e chiarezza nei ruoli: il presidente fa il presidente, il direttore generale fa il direttore generale, il direttore sportivo fa il direttore sportivo, ognuno con le proprie responsabilità. Nel calcio di oggi può sembrare scontato, ma non lo è affatto ovunque. Il segreto del Catanzaro è proprio questo equilibrio gestionale e la competenza di chi rispetta i propri ruoli”.
Infine, un passaggio sul calcio italiano: “Nell’ultimo mese e mezzo mi sono appassionato più alle fasi finali dei campionati di Serie B e Serie C che alle ultime giornate di Serie A, che considero un campionato al di sotto delle aspettative. Serie B e Serie C hanno invece messo in evidenza tanti giovani italiani e un forte senso di appartenenza che, ai livelli più alti, si sta un po’ perdendo. Mi auguro che la prossima Serie A sia più competitiva, ma anche più aperta ai giovani italiani, valorizzando maggiormente il nostro calcio. Per quanto riguarda la Serie B, sarà ancora una volta un campionato difficilissimo, con tre retrocesse come Verona, Pisa e Cremonese che hanno proprietà importanti e costruiranno subito squadre per tornare a vincere. Sono rimaste in categoria realtà come Palermo e Catanzaro, oltre all’Empoli, mentre le neopromosse saranno Vicenza, Benevento, Arezzo e Ascoli: piazze storiche, con proprietà ambiziose e tutt’altro che intenzionate a recitare un ruolo da comparsa. Anche la Serie C, soprattutto nei gironi B e C, vedrà tante piazze coinvolte e grande equilibrio. Credo che assisteremo a campionati molto belli e molto competitivi”.
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