Tommaso Cassandro, difensore del Catanzaro, è intervenuto ai microfoni di Esperia TV, analizzando la rimonta dei suoi contro l'Empoli, la forza del gruppo e l’importanza di restare mentalmente dentro la partita anche nei momenti di difficoltà:
“Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile perché l’Empoli, nonostante la classifica, è una squadra competitiva con giocatori di qualità. Dopo appena quindici minuti ci siamo ritrovati sotto 2-0 a causa di alcune nostre disattenzioni. In quel momento ci siamo guardati negli occhi, ci siamo parlati anche con il mister nello spogliatoio e nel secondo tempo siamo riusciti a ribaltare la partita, portando a casa tre punti che per noi sono fondamentali”.
Continua Cassandro: “Dovremo sicuramente essere più attenti nelle prossime partite, ma nel calcio queste situazioni possono capitare. Credo che siamo stati bravi a rimanere mentalmente dentro la gara, oltre che a livello tattico, occupando bene gli spazi in campo. Alla fine siamo riusciti a ribaltarla e questo è sicuramente l’aspetto più positivo”.
Il lavoro tattico con mister Aquilani: “Durante la settimana il mister ci dà indicazioni tattiche anche in base agli avversari e mi chiede di sfruttare al meglio le mie caratteristiche, che sono quelle di accompagnare l’azione. Cerco sempre di farmi trovare pronto. All’inizio facevo un po’ fatica a muovermi dentro l’area, ma sto cercando di migliorare anche sotto questo aspetto perché oggi i difensori devono saper dare un contributo anche in fase offensiva: spesso diventano quasi degli attaccanti aggiunti e sono difficili da marcare”.
Il gruppo: “Non è scontato riuscire a ribaltare una partita quando sei sotto 2-0. Lo abbiamo fatto con grande voglia e cattiveria agonistica, da parte di tutta la squadra, anche di chi è entrato dalla panchina. È stata una gara che si era complicata, ma siamo riusciti a cambiarla: questo dimostra quanto il gruppo sia unito e quanto abbiamo voglia di dimostrare il nostro valore. Come è successo anche con la Carrarese, non ci arrendiamo mai e cerchiamo di portare a casa il risultato fino all’ultimo minuto”.
La crescita personale: “Sto cercando di migliorare soprattutto negli inserimenti offensivi. Quest’anno mi è capitato spesso di trovarmi in quelle posizioni e a volte ho sbagliato il movimento o la scelta finale, tra tiro e passaggio. In allenamento sto lavorando molto su questo per crescere”.
Sulla sua rete decisiva per la vittoria dei giallorossi: “Sul gol ero ovviamente felicissimo, quasi euforico, anche se inizialmente ho avuto un attimo di preoccupazione perché ho visto l’arbitro controllare l’azione. Però ero abbastanza sicuro che fosse regolare: avevo visto sia la mano del difensore Curto sia quella involontaria di Pittarello, che era conseguenza del fallo precedente. Quando è arrivata la convalida siamo esplosi di gioia, anche se sapevamo che mancavano ancora quindici minuti e dovevamo restare concentrati per portare a casa il risultato”.
L'intesa con Favasuli: “Con Favasuli ci troviamo bene: entrambi abbiamo nella corsa una delle nostre caratteristiche principali. A volte lo richiamo perché ha così tanta energia che vorrebbe sempre accompagnare l’azione e fare tutto. Ogni tanto gli dico di restare un attimo dietro a difendere e poi ripartire. Scherzi a parte, è un ragazzo eccezionale e mi trovo molto bene con lui”.
Sul ruolo: “Già l’anno scorso, parlando anche con il direttore, sapevo che il ruolo di braccetto era quello più adatto alle mie caratteristiche. Con Caserta ho giocato spesso da quinto, ma oggi quel ruolo richiede qualità diverse, come quelle di Favasuli, più portato nell’uno contro uno. Io invece ho caratteristiche più difensive, di lettura e di posizionamento. Quest’anno, con Aquilani, sono tornato a giocare in questo ruolo e cerco di ripagare la fiducia che mi è stata data”.
Sui sostenitori giallorossi: “Il calore dei tifosi è molto motivante. Sentiamo il senso di appartenenza della città sia in casa sia in trasferta e sappiamo che quando scendiamo in campo rappresentiamo tutta Catanzaro. È una grande responsabilità perché qui si vive di calcio. I tifosi ce lo dimostrano sempre: anche fuori casa sono incredibili. Ricordo, ad esempio, la partita di Monza dopo sei pareggi consecutivi, quando erano comunque in tremila. Noi cerchiamo sempre di renderli orgogliosi”.
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