Una nuova esperienza professionale lontano da Reggio Calabria, ma con il legame verso la Reggina ancora forte. Giuseppe Praticò, oggi direttore generale del Campobasso, è intervenuto durante la trasmissione Talk Sport su Radio Antenna Febea, raccontando il suo approccio con la nuova realtà molisana e tornando anche sulle ultime vicende che hanno riguardato il club amaranto, dalla mancata promozione fino al passaggio di proprietà al gruppo guidato da Claudio Lotito.

“Campobasso realtà splendida, mi hanno accolto con grande entusiasmo”

Praticò ha iniziato parlando delle sue prime settimane a Campobasso:

“Ho trovato una città davvero bella, una piccola realtà che però non dà la sensazione di esserlo. Il territorio circostante amplia molto il bacino e si vive in un ambiente curato e organizzato. Sto lavorando tanto perché quando si entra in un nuovo contesto bisogna prima ascoltare, conoscere le persone e capire le dinamiche della società”.

Il dirigente ha poi evidenziato il rapporto con la tifoseria rossoblù:

“L’accoglienza è stata straordinaria. Ho trovato una piazza passionale, con un attaccamento alla squadra molto simile a quello che c’è a Reggio Calabria per la Reggina. Anche chi potrebbe entrare gratis allo stadio sceglie comunque di sottoscrivere l’abbonamento: è un segnale importante”.

“A dicembre forse serviva uno sforzo maggiore”

Inevitabile il riferimento alla stagione della Reggina e alle parole dell’ex allenatore Alfio Torrisi sul mercato.

Praticò ha spiegato:

“La Reggina nel periodo di dicembre, dopo la grande rimonta guidata da mister Torrisi, ha avuto un momento fondamentale. La scelta dell’allenatore fu del patron Ballarino, condivisa con me, Pippo Bonanno, Antonio Cormaci e il presidente Minniti. Ci sembrò subito la figura giusta per rilanciare una squadra che era distante dodici punti dalla vetta”.

Sul mercato invernale ha aggiunto:

“Tra dicembre e gennaio siamo riusciti a operare anche con un risparmio economico, grazie ad alcune cessioni importanti. Forse, però, proprio in quel momento sarebbe servito qualcosa in più, considerando che la squadra era arrivata a soli quattro punti dalla prima posizione. Ci sono state valutazioni diverse, ma le scelte definitive spettano sempre alla proprietà”.

Secondo Praticò resta il rammarico per non aver completato lo sforzo:

“Forse sarebbe bastato anche un piccolo intervento, ma quello era il momento giusto per provare a fare un passo ulteriore”.

“Lotito è arrivato a Reggio per fare calcio”

Sul nuovo corso societario e sull’arrivo del gruppo Lotito, Praticò ha sottolineato il valore raggiunto dalla Reggina:

“Dal punto di vista economico la società avrebbe avuto sicuramente un ritorno diverso cedendo il club in una categoria superiore, ma il fatto che oggi la Reggina sia un asset interessante dimostra che dopo il fallimento è stato fatto un lavoro importante”.

Sull’arrivo di Claudio Lotito ha aggiunto:

“Se un presidente come Lotito ha deciso di investire sulla Reggina significa che ci sono delle motivazioni. Il contesto può aver avuto anche altre componenti, ma non penso che sia arrivato a Reggio per fare politica. È venuto per fare calcio”.

“Rizzetta e Lotito rappresentavano due proposte importanti”

Praticò ha poi ricordato la fase della trattativa per la cessione della società e il rapporto con Matt Rizzetta:

“L’ho conosciuto durante la trattativa. Da entrambe le parti c’è sempre stata grande correttezza e nessuno si è mai esposto pubblicamente. Se fosse arrivato a Reggio, non avrei pensato minimamente al Campobasso”.

La chiamata per la nuova esperienza è arrivata in un secondo momento:

“Un giorno mi ha chiesto se avessi valutato la possibilità di andare a Campobasso. Mi ha lasciato il tempo necessario per riflettere, ne ho parlato con la mia famiglia e il giorno dopo ero già lì per conoscere meglio la situazione”.

Sulle offerte presentate per la Reggina:

“Non posso entrare nei dettagli perché ci sono accordi di riservatezza, ma posso dire che erano due proposte importanti. Questo conferma che la Reggina è tornata ad avere valore e interesse”.

“La Reggina ha perso sul campo, non fuori”

Praticò ha difeso il percorso della precedente gestione:

“La proprietà Ballarino ha perso sul terreno di gioco, magari per episodi, per un palo o per qualche situazione sfavorevole. L’ultimo campionato lo abbiamo perso anche per alcuni nostri errori e probabilmente per non aver fatto quel qualcosa in più”.

Sul lavoro societario ha però aggiunto:

“Fuori dal campo sono state costruite tante cose. Se oggi la Reggina viene rilevata dal gruppo Lotito con un investimento importante significa che qualcosa di positivo è stato fatto. Nel calcio, però, alla fine conta il risultato e quello che rimane è la vittoria”.

“Vincere la Serie D non sarà semplice neanche per Lotito”

Guardando al futuro, Praticò ha ricordato le difficoltà del prossimo campionato:

“Lotito allestirà sicuramente una squadra competitiva, ma vincere la Serie D non è mai scontato. Ci sono piazze importanti e ogni stagione presenta ostacoli diversi”.

Il dirigente ha poi rivolto un messaggio alla tifoseria amaranto:

“La nuova proprietà deve poter lavorare con serenità. Solo attraverso compattezza e unità d’intenti si possono raggiungere grandi obiettivi”.

“La priorità resta sempre la Reggina”

Infine, un pensiero ai tifosi:

“Il bene più importante è sempre la Reggina. Oggi il mio lavoro è a Campobasso, ma il rispetto per quella maglia, quel simbolo e quella città rimane immutato. Nel calcio si vince e si perde tutti insieme”.

Praticò ha poi concluso parlando dei professionisti reggini impegnati altrove:

“Fa piacere vedere persone di Reggio Calabria che riescono a lavorare bene anche fuori. Bisogna essere orgogliosi e augurare loro il meglio, perché rappresentano comunque la nostra città”.

Sezione: Reggina / Data: Gio 16 luglio 2026 alle 22:26
Autore: Rosario Cardile
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