È iniziata ufficialmente l’era Claudio Lotito alla Reggina. Il nuovo patron amaranto si è presentato al Granillo davanti alla città, illustrando la sua idea di società e il percorso che dovrà riportare il club ai livelli che la piazza sogna. Dalla volontà di costruire una struttura solida al progetto sportivo, passando per mercato, settore giovanile, impianti e futuro: il nuovo proprietario della Reggina ha spiegato la sua visione.

Tutte le dichiarazioni di Claudio Lotito:

“Vi ringrazio per l’accoglienza e mi scuso per il ritardo. Come avete visto, Cannizzaro è stato un fiume in piena. Mi ha trasmesso grande entusiasmo, ci lega un rapporto di amicizia importante e soprattutto una grande sintonia di intenti. Siamo persone che preferiscono fare piuttosto che promettere. Sono tornato con la mente agli insegnamenti di mio padre, che era calabrese e mi ha trasmesso valori fondamentali: la famiglia, l’onore, la dignità e quella determinazione tipica dei calabresi nel raggiungere gli obiettivi. Sono principi nei quali mi riconosco pienamente”.

“Attorno a questa vicenda si è creato molto clamore, ma io sono qui per dimostrare con i fatti quello che voglio fare. Non vendo illusioni e non faccio promesse irrealizzabili: metterò a disposizione non solo le risorse economiche, ma anche la mia esperienza maturata negli anni”.

“Vogliamo restituire orgoglio e appartenenza alla Reggina”

“L’obiettivo, insieme a Ciccio, è quello di riportare nella gente l’orgoglio di appartenere alla Reggina. Questo passa inevitabilmente dal calcio e dalla squadra, ma serve anche il sostegno dell’ambiente e della comunicazione”.

“Ho trovato una situazione complessa da gestire, ma ho visto anche persone che hanno combattuto per tenere in vita questa società. La trattativa è stata lunga e complicata, non per responsabilità mia, ma quello che chiedo è semplicemente correttezza, trasparenza e collaborazione. Solo lavorando tutti nella stessa direzione possiamo raggiungere i risultati”.

“Se questa operazione è arrivata alla conclusione è stato anche grazie al sindaco. Dal punto di vista economico la valutazione della società era fuori dai parametri di mercato. Se avessi dovuto ragionare soltanto sull’aspetto finanziario probabilmente non avrei investito queste risorse, ma l’ho fatto perché credo nel progetto e nell’importanza che questa realtà può avere per la comunità”.

“Durante il percorso ci sono stati cambiamenti e momenti delicati. Quando prendo un impegno, lo rispetto: una stretta di mano con una persona seria per me ha valore. Quando però una stretta di mano porta a situazioni che non funzionano più, bisogna valutare tutto sempre nell’interesse della Reggina”.

Il progetto sportivo

“Sono arrivato con qualche giorno di ritardo perché volevo presentarmi con elementi concreti e non soltanto con parole. La prima certezza è che la squadra è iscritta al campionato di Serie D. Ho già individuato la figura che guiderà l’area sportiva, il dottor Giancarlo Romairone, con il supporto di Armando Calveri”.

“Abbiamo già iniziato a costruire il progetto, individuato l’allenatore che presenteremo nei prossimi giorni e stiamo lavorando sulla scelta dei calciatori. La Reggina deve tornare a essere una squadra capace di regalare spettacolo e risultati”.

“La Serie D deve essere solo un punto di partenza”

“Questa categoria deve rappresentare soltanto l’inizio di un percorso. L’obiettivo è riportare la Reggina nel calcio che conta. Conosco le difficoltà, ma sono convinto che possiamo costruire un cammino sportivo importante”.

“L’affetto che ho ricevuto da questa piazza mi dà ancora più motivazione. È una grande responsabilità, perché questo entusiasmo va ripagato con risposte concrete e con il lavoro quotidiano”.

“Stiamo creando una struttura organizzata, stabile e pensata per il futuro, non soltanto per il campionato che andremo ad affrontare. Gli investimenti sono stati fatti e continueranno. Le critiche sono legittime, ma devono essere sempre finalizzate a migliorare. Io lavorerò per risolvere i problemi della società, mentre tutti insieme dovremo rendere la Reggina competitiva. I tifosi rappresentano il dodicesimo uomo, anzi il tredicesimo in campo”.

La squadra e il mercato

“Quando verrà costruita una squadra che avrà l’ambizione di essere protagonista, sono convinto che anche il pubblico risponderà ancora meglio. Vedrete quello che stiamo preparando”.

“Ho deciso di confermare diversi profili già presenti nella società perché sono persone che hanno lavorato per mantenere viva la Reggina. Insieme possiamo fare grandi cose. La cosa più importante è l’unità: il gioco di squadra porta sempre risultati”.

“Una piazza come questa non può accontentarsi di una società che galleggia. Deve avere una realtà ambiziosa e competitiva. I risultati passano dai giocatori, ma anche dall’organizzazione societaria. Stiamo cercando calciatori con esperienza, abituati a vincere e a raggiungere obiettivi”.

“La Reggina dovrà avere strutture moderne, un centro sportivo adeguato, uno stadio all’altezza e soprattutto una squadra che possa presto confrontarsi con categorie diverse”.

Multiproprietà e futuro

“Prima dobbiamo raggiungere gli obiettivi immediati, poi penseremo al futuro. La norma sulle multiproprietà ha penalizzato diversi territori. Avere due realtà non significa togliere qualcosa a una piazza: se fossi arrivato qui con la Lazio al seguito, probabilmente non sarebbe stato lo stesso discorso”.

“La multiproprietà può tutelare tre aspetti fondamentali: il legame con il territorio, la crescita dei giovani e la sostenibilità economica. Anche in Europa esistono diversi esempi di gruppi proprietari con più società”.

“Ho già espresso alla Lega Calcio la mia posizione: bisogna riflettere sul ritorno delle multiproprietà, perché tanti territori rischiano di sparire se manca qualcuno disposto a investire”.

“La scelta di eliminare le multiproprietà secondo me è una visione limitata. Prima risolviamo la situazione attuale e poi vedremo cosa accadrà”.

“La Salernitana è stata ceduta per 10 milioni, ma il suo valore era molto più alto. Inoltre l’ho lasciata senza debiti”.

“Il campionato dura dodici mesi e da qui a un anno possono cambiare tante cose. Ricordate una cosa: con Lotito il risultato è garantito”.

Il percorso della Reggina

“Non sono una persona abituata a ragionare sul breve periodo. L’obiettivo è lasciare il calcio dilettantistico il prima possibile e creare le condizioni per tornare ai livelli che questa piazza merita. Non voglio fare proclami, preferisco lavorare”.

Settore giovanile e organizzazione

“Presto mi occuperò anche del settore giovanile, perché è un aspetto fondamentale che deve essere rilanciato. In questo momento la priorità è la costruzione della prima squadra”.

“Un uomo solo non può gestire tutto. Ho mantenuto molte persone già presenti nella Reggina, perché hanno dimostrato impegno e attaccamento. Il lavoro quotidiano sarà seguito dagli uffici di Reggio Calabria, mentre la strategia generale sarà coordinata dal mio ufficio di Roma”.

“Ci sarà un amministratore unico con pieni poteri operativi, che dovrà rendere conto del proprio lavoro visto che gli investimenti arriveranno da me. Non ci sarà un presidente”.

“La società si chiamerà Rhegium, una scelta fatta per valorizzare la storia della città e della squadra. È una società di proprietà di mio figlio: inizialmente avevo pensato di coinvolgerlo direttamente in questo progetto e non escludo che possa accadere in futuro”.

“Mio figlio oggi segue il settore giovanile della Lazio e la Lazio femminile. Quando sarà il momento potrà dedicarsi alla Reggina. Questo dimostra quanto considero questa realtà un progetto familiare”.

Il rapporto con la Lazio

“La Reggina e la Lazio saranno due realtà separate, ognuna con le proprie risorse. Ci sarà però una collaborazione e una sinergia. Le risorse delle mie società in questo momento sono state indirizzate verso la Reggina”.

L’incontro con Lillo Foti

“Ho incontrato Lillo Foti sull’aereo, ma non abbiamo parlato realmente di Reggina. Mi è tornato però in mente un episodio: quando voleva vendere Bonazzoli chiedeva una cifra importante e forse pensava che fossi inesperto”.

“Ricordo che nei primi giorni di mercato non riuscimmo a prendere nessuno e il mio direttore era preoccupato, pensava che a Roma sarebbe scoppiato il caos. Gli dissi di stare tranquillo. Alla fine acquistammo nove giocatori e arrivò anche Rocchi. Qualcosa evidentemente ne capisco”.

Il mercato amaranto

“Abbiamo già analizzato i migliori giocatori disponibili sul territorio nazionale. Stiamo costruendo una rosa importante e speriamo che molti dei calciatori individuati accettino il progetto. Ho trovato grande disponibilità, sia grazie alla mia presenza sia grazie al fascino della piazza di Reggio Calabria”.

Sezione: Reggina / Data: Lun 20 luglio 2026 alle 21:15
Autore: Rosario Cardile
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