L'ultimo match del Cosenza, perso per 3-0 contro il Giugliano ultimo in classifica, sembra dare segnali di confusione, soprattutto a seguito della settimana che si è conclusa.
Nell'ultima sfida casalinga si è parlato di battibecchi in sala stampa tra società e i pochi giornalisti che ancora partecipano alle conferenze, nella giornata di ieri invece, durante la partita ci sono stati cori dei tifosi contro l'allenatore etichettato come "complice" o peggio come "servo" della società più volte condannata dalla tifoseria. 
 

L'ambiente intorno a Buscè sembra sempre più disgregato, non potendo più neanche godere della fiducia di una buona fetta di tifoseria, che sta ritenendo inopportune anche diverse scelte tecniche, seppur spesso forzate.
L'allenatore dei rossoblù si è difatti trovato costretto a partire con una rosa corta e dopo aver perso gli scontri diretti di gennaio, costretto a continuare il campionato con una rosa ridimensionata, che ha perso tra gli elementi più importanti (Ricciardi e Kouan) oltre agli infortunati Mazzocchi e Florenzi (rientrato solo nell'ultima partita).

Un mese storto rischia di rovinare tutto il lavoro fatto in diversi mesi, cosa che accade spesso nella città bruzia, che conta un numero elevato di esoneri negli anni di B e che non sembra intenzionata a cambiare trend in C.

C'è da vedere come continuerà la stagione, che fino a un mese fa sembrava essere al vertice, mentre ora mette sempre più perplessità agli occhi dei tifosi già in protesta.

Anche i giovani subentrati nella sfida con il Catania e che sembravano ormai aggregati in prima squadra, a seguito del mercato di riparazione sembrano tagliati fuori, a conferma di una gestione completamente senza nessun tipo di filo logico, se non quello dell'approssimazione.

Sezione: Cosenza / Data: Dom 08 febbraio 2026 alle 12:11
Autore: Francesco Prantera
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