In un incontro con i giornalisti, il patron della Reggina Antonino Ballarino e il presidente Virgilio Minniti hanno analizzato l’attuale momento del club amaranto, tracciando un bilancio della stagione in corso e soffermandosi sia sulle scelte tecniche sia sulle prospettive future della società:

“Abbiamo voluto organizzare questo incontro in un momento particolare, anche se la stagione non è ancora conclusa. Speriamo ancora che possa arrivare un epilogo positivo.

Quando è stato scelto mister Torrisi, l’obiettivo era uscire da una situazione di classifica disastrosa. Quel periodo è stato forse il più bello, perché società, squadra, tifosi e stampa erano uniti verso lo stesso traguardo. C’è stato anche un momento in cui eravamo virtualmente primi insieme al Savoia, poi qualcosa si è interrotto e siamo tornati a inseguire.

Da allora siamo rimasti sempre in corsa e ci troviamo ancora oggi a lottare. So che ci sarà una contestazione e, personalmente, valuterò anche se parteciparvi.

In questi tre anni si è parlato solo di calcio, non di avvocati o penalizzazioni. Ci è stato detto che siamo incompetenti: forse nel calcio lo siamo stati, ma l’impegno non è mai mancato. Non siamo riusciti a trovare la chiave per vincere il campionato, pur avendolo spesso sfiorato.

Quando eravamo 14esimi ogni scelta era difficile, perché poteva risultare giusta o sbagliata. Siamo comunque riusciti a risalire e a rimanere in corsa fino ad oggi.

In questo periodo siamo stati anche oggetto di contestazioni, in momenti diversi e delicati. Io credo che si debba sostenere la squadra e poi eventualmente contestare.

Siamo stati criticati per la nostra difesa della Reggina e di Reggio Calabria, ma ritengo sia un dovere, a prescindere dalle dinamiche dei ricorsi. Oggi siamo bersagliati da una parte della stampa e da chi parla senza cognizione di causa, anche in merito agli esposti e ai ricorsi presentati, per i quali riteniamo di avere prove concrete. Attendiamo le risposte degli organi competenti. Non so cosa accadrà, ma ho il dovere di difendere la Reggina in ogni situazione.

Si è parlato molto, spesso a sproposito. Prima di giudicare bisognerebbe conoscere bene le norme e le dinamiche. Io sono anche pronto a farmi da parte, ma chi eventualmente subentrerà dovrà avere le giuste caratteristiche. Parliamo di una società a responsabilità limitata, serve serietà.

Non ci sono trattative concrete: le cifre circolate mi fanno sorridere. Le quote, di fatto, possono anche essere cedute gratuitamente, ma il valore della società è un’altra cosa.

Nel calcio esistono accordi di riservatezza, quindi molte cose non emergono pubblicamente.

Abbiamo però costruito qualcosa: vedere ieri circa mille persone al centro sportivo è stato motivo di soddisfazione. Il Sant’Agata oggi costa circa 120 mila euro l’anno, e rappresenta un patrimonio da preservare. Ho già detto che sono pronto a fare un passo indietro o di lato, ma al momento non ci sono alternative concrete. Credo comunque che il lavoro fatto con mister Torrisi sia stato positivo. Non è detto che si raggiungerà l’obiettivo, ma il percorso ha avuto elementi validi da cui ripartire.

Ci sono stati episodi spiacevoli, come contestazioni alla squadra e alla panchina, che non aiutano l’ambiente.

Ricordo anche da dove siamo partiti: nel 2023 la Reggina 1914 è fallita e siamo ripartiti da una situazione difficilissima, in cui tutto andava pagato in anticipo perché nessuno concedeva credito. Oggi la società non ha debiti e ha ritrovato credibilità. Questo è un fatto oggettivo. Quando abbiamo presentato documentazione alla Lega, ci è stato anche risposto che parte di essa non era necessaria.

Si è detto spesso che i giocatori giocassero gratis: non è vero. È giusto chiarirlo. Chi parla male della Reggina, spesso parla male anche della propria realtà.

Ora dobbiamo pensare a finire il campionato, poi ci sarà una nuova battaglia, che non è contro qualcuno ma per legalità e giustizia. Nella vita si può sbagliare, ma gli errori involontari si possono comprendere; quelli intenzionali no.

L’unico vero errore che riconosco è stato, a fine campionato, non essere riusciti a far firmare subito il rinnovo a Trocini. Non per mancanza di fiducia, ma perché pensavamo non fosse la scelta giusta per l’obiettivo. Forse su questo ci siamo sbagliati”.

Sezione: Reggina / Data: Dom 03 maggio 2026 alle 12:41 / Fonte: Dichiarazioni riportate da Il Tifoso Reggino
Autore: Rosario Cardile
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