Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC. L’ex presidente del CONI è stato eletto durante l’assemblea federale svoltasi a Roma, ottenendo il 68,58% dei voti e superando l’altro candidato, Giancarlo Abete.

Malagò succede a Gabriele Gravina, che aveva rassegnato le dimissioni nell’aprile scorso in seguito alla mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali. Il neo presidente guiderà la Federazione fino al 2028, completando il ciclo federale avviato dopo la rielezione di Gravina nel 2025.

Un dirigente di grande esperienza

Nato nel 1959, imprenditore e figura di spicco dello sport italiano, Malagò ha ricoperto la carica di presidente del CONI dal 2013 al 2025. Durante il suo mandato, l’Italia ha ottenuto risultati storici ai Giochi Olimpici e si è aggiudicata l’organizzazione delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina.

La sua candidatura era considerata tra le più accreditate, grazie al sostegno ricevuto da numerose componenti del movimento calcistico nazionale.

Le sfide per il futuro del calcio italiano

L’elezione arriva in una fase complessa per il calcio italiano, reduce dalla terza esclusione consecutiva dai Mondiali. Una situazione che ha messo in luce problematiche strutturali e la necessità di avviare un percorso di rinnovamento.

Nel programma presentato agli elettori, Malagò ha sottolineato l’importanza di rafforzare il dialogo tra le diverse realtà del sistema calcio, puntando su una governance più efficiente e condivisa.

Consiglio Federale all’insegna della continuità

Insieme al presidente è stato rinnovato anche il Consiglio Federale. Tuttavia, gran parte dei membri uscenti è stata confermata, garantendo una sostanziale continuità nella gestione della Federazione.

Tra i primi dossier sul tavolo del nuovo presidente figura la nomina del prossimo commissario tecnico della Nazionale. Nelle ultime settimane sono tornate a circolare indiscrezioni che accostano nuovamente Roberto Mancini alla panchina azzurra.

Per Malagò si apre ora una delle sfide più impegnative della sua carriera: rilanciare il calcio italiano e restituire prestigio e competitività a tutto il movimento dopo anni caratterizzati da risultati inferiori alle aspettative.

Sezione: Primo piano / Data: Lun 22 giugno 2026 alle 17:35
Autore: Rosario Cardile
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