L’ufficialità è arrivata, ma Lorenzo Piras era già da tempo nell’ambiente amaranto. Il portiere classe 2006 è stato annunciato dalla Reggina il 14 ottobre, con la maglia numero 22, dopo settimane trascorse ad allenarsi con la squadra di Marco Marchionni.
Nato a Carmagnola il 22 aprile 2006, Piras era aggregato al gruppo sin dal ritiro estivo di Cantalupa. A ritardare il completamento del suo tesseramento non sono state ragioni tecniche o ripensamenti di mercato, bensì le vicende federali legate al Fasano, società con cui aveva disputato la stagione 2025-2026.
La situazione si è sbloccata dopo il provvedimento della Lega Nazionale Dilettanti che ha disposto lo svincolo d’autorità dei calciatori del club pugliese. Un passaggio fondamentale per consentire alla Reggina di formalizzare un’operazione già impostata da tempo.
Il suo arrivo porta in dote un portiere che ha già accumulato tre stagioni consecutive in Serie D, dopo la formazione nel settore giovanile della Juventus, e che presenta un dato statistico significativo: 33 partite concluse senza subire gol. Ma c’è anche un aspetto regolamentare da considerare: Piras potrebbe inserirsi nelle gerarchie della porta amaranto, senza però offrire un vantaggio aggiuntivo nella gestione delle quote Under.
Il caso Fasano e lo svincolo decisivo
Per capire perché l’annuncio sia arrivato soltanto a ottobre, bisogna tornare alle vicende del Fasano. Il club pugliese non è stato ammesso al campionato di Serie D 2026-2027 e ha contestato il provvedimento attraverso gli strumenti della giustizia sportiva.
La mancata ammissione ha avuto conseguenze anche sulla posizione dei calciatori ancora sotto contratto. Per Piras, già aggregato alla Reggina, era necessario risolvere il precedente vincolo attraverso le procedure federali prima di poter completare il tesseramento con la nuova società.
Il passaggio decisivo è arrivato con il Comunicato Ufficiale n. 32 del Dipartimento Interregionale della LND, che ha disposto lo svincolo d’autorità dei giocatori tesserati per il Fasano. Il provvedimento è seguito al rigetto del reclamo presentato dal club contro l’esclusione dal campionato.
La società pugliese ha comunque manifestato l’intenzione di proseguire il contenzioso nelle sedi competenti. Lo svincolo ha quindi permesso di risolvere la questione relativa ai calciatori, senza comportare necessariamente la conclusione di ogni iniziativa legale del club.
Per Piras, la decisione federale ha rappresentato il passaggio necessario per diventare ufficialmente un giocatore amaranto. L’annuncio odierno chiude così una fase amministrativa che aveva tenuto in sospeso la sua posizione per diverse settimane.
Dalla Juventus alla Serie D: il percorso del portiere
Il percorso calcistico di Piras è iniziato nel settore giovanile della Juventus, dove è cresciuto fino ad arrivare alla formazione Primavera, senza tuttavia riuscire a esordire con quest’ultima.
La sua crescita è proseguita direttamente nel calcio senior, con la scelta della Serie D come terreno sul quale costruire esperienza e continuità.
La prima tappa è stata il Bra, nella stagione 2023-2024: 26 presenze e 11 partite concluse senza subire gol. Nell’annata successiva è passato al Varese, sempre in Serie D, aumentando ulteriormente il proprio minutaggio: 35 presenze, 32 reti incassate e 12 clean sheet.
Nel giugno 2025 è arrivata la chiamata del Fasano. Il trasferimento fu seguito dal direttore sportivo Antonio Montanaro, che aveva già lavorato con il portiere durante le precedenti esperienze al Bra e al Varese. Un elemento che conferma come il passaggio in Puglia fosse inserito in un percorso professionale già conosciuto dal dirigente.
Con il Fasano, Piras ha affrontato per la prima volta il girone H, dopo due stagioni nel girone A. La squadra pugliese ha chiuso il campionato 2025-2026 al terzo posto, qualificandosi ai playoff.
Nella stagione in Puglia, il portiere ha disputato 21 partite di campionato da titolare, tutte per intero, per un totale di 1.890 minuti. In dieci occasioni ha mantenuto la porta inviolata. Considerando anche le gare di Coppa Italia, le presenze stagionali sono state 23.
Trentatré clean sheet in tre stagioni
Il dato complessivo evidenziato dalla Reggina è quello delle 33 partite senza gol subiti nelle ultime tre stagioni di Serie D. Un numero che acquista significato se letto insieme alla continuità d’impiego del portiere, capace di trovare spazio con tre società differenti.
L’ultima annata aggiunge un dettaglio interessante: dieci clean sheet in 21 gare di campionato, vale a dire quasi una partita su due conclusa senza incassare reti.
Naturalmente, il dato non può essere considerato una misura assoluta delle qualità individuali di un estremo difensore. La solidità della squadra, il numero di occasioni concesse e l’andamento delle partite incidono inevitabilmente sulle statistiche. I numeri, tuttavia, raccontano un percorso nel quale Piras ha accumulato esperienza e responsabilità nonostante la giovane età.
Dalla formazione juventina alle tre stagioni consecutive in Serie D, il nuovo portiere amaranto arriva dunque a Reggio Calabria con un bagaglio di esperienza già significativo per un calciatore del 2006.
Alla Reggina ritrova Edoardo De Mori
Il trasferimento in Calabria porta con sé anche un legame con l’ultima esperienza professionale di Piras. In amaranto ritrova infatti Edoardo De Mori, con cui ha condiviso la stagione al Fasano.
La conoscenza pregressa rappresenta un piccolo elemento di continuità nel passaggio a una nuova squadra. Per un portiere, avere già condiviso allenamenti e partite con un compagno della linea difensiva può favorire la comunicazione e la costruzione dell’intesa sul campo, pur senza garantire automaticamente vantaggi nelle gerarchie.
Il fattore Under: Piras è nato quattro giorni dopo Lagonigro
Uno degli aspetti più interessanti dell’arrivo di Piras riguarda le quote obbligatorie previste dal regolamento della Serie D. Il nuovo portiere amaranto è nato il 22 aprile 2006, appena quattro giorni dopo Antonio Lagonigro, nato il 18 aprile dello stesso anno.
Entrambi appartengono quindi alla classe 2006 e occupano la medesima fascia anagrafica ai fini regolamentari. Un eventuale avvicendamento tra i pali non cambierebbe, di conseguenza, la distribuzione delle quote Under.
Per la stagione 2026-2027, il regolamento prevede l’impiego obbligatorio di almeno tre giovani calciatori: un classe 2006, un classe 2007 e un classe 2008, oppure giocatori di annate più giovani.
Se Marchionni decidesse di affidare a Piras il posto da titolare, la Reggina continuerebbe ad avere un classe 2006 in porta. Resterebbe quindi necessario schierare anche un 2007 e un 2008, o calciatori più giovani, per rispettare gli obblighi previsti.
In sostanza, Piras potrebbe modificare le gerarchie del reparto, ma non libererebbe la casella del 2006 per un altro ruolo. Per ottenere una diversa distribuzione delle quote servirebbe un portiere appartenente a una classe anagrafica più giovane.
Madia rappresenta l’alternativa più giovane
Nella rosa amaranto c’è già Lorenzo Madia, portiere classe 2007, che ha esordito in Coppa Italia contro l’Igea Virtus, a Barcellona Pozzo di Gotto.
La sua presenza offre allo staff una possibilità diversa nella costruzione dell’undici iniziale. Con un portiere del 2007 titolare, infatti, la quota del 2006 potrebbe essere occupata da un calciatore di movimento, fermo restando l’obbligo di schierare anche un 2008 o un giocatore più giovane.
La scelta del portiere, quindi, non riguarda soltanto il rendimento tra i pali, ma può incidere anche sull’organizzazione degli altri reparti.
Con Piras o Lagonigro titolare, invece, per schierare contemporaneamente un altro classe 2006 in un ruolo di movimento sarebbe necessario impiegare quattro Under complessivi: due classe 2006, un 2007 e un 2008, oppure calciatori più giovani.
Non si tratta di un obbligo aggiuntivo imposto dalla Lega, ma della conseguenza della composizione della formazione: le tre quote minime devono essere rispettate e un secondo classe 2006 si aggiungerebbe ai giovani già necessari.
Un vantaggio pratico: conoscere già il gruppo
Piras ha un elemento a proprio favore rispetto a un giocatore arrivato a Reggio Calabria soltanto negli ultimi giorni: conosce già l’ambiente amaranto. L’aggregazione al gruppo sin dal ritiro estivo di Cantalupa gli ha permesso di lavorare con i compagni e familiarizzare con le richieste dello staff prima ancora dell’ufficialità.
Per un portiere, il lavoro quotidiano è particolarmente importante. La comunicazione con la difesa, la conoscenza dei movimenti collettivi e l’abitudine alle indicazioni dell’allenatore si costruiscono anche attraverso gli allenamenti.
Questo non significa che Piras parta necessariamente avvantaggiato nelle gerarchie o che sia destinato a diventare titolare. La sua integrazione, però, è cominciata prima dell’annuncio ufficiale, mentre la questione amministrativa legata al Fasano ne ritardava il tesseramento.
Che cosa cambia davvero con Piras?
L’arrivo del portiere piemontese amplia le alternative a disposizione di Marchionni e aggiunge alla rosa un calciatore che ha già maturato tre stagioni di esperienza in Serie D. Il suo percorso e i numeri raccolti nelle ultime annate rappresentano elementi utili per valutare il profilo del nuovo estremo difensore amaranto.
Sul piano delle quote Under, però, la situazione resta invariata rispetto a Lagonigro. Entrambi sono classe 2006: se uno dei due dovesse diventare titolare, cambierebbe il nome tra i pali, non la fascia anagrafica occupata.
La presenza di Madia, classe 2007, offre invece una soluzione differente per distribuire i giovani nella formazione. Sarà Marchionni a valutare quale portiere utilizzare in base al rendimento, alle caratteristiche tecniche e alle esigenze complessive della squadra.
La risposta alla domanda iniziale è quindi semplice: Piras aggiunge un'alternativa tecnica, ma non cambia il quadro regolamentare della Reggina. La sua avventura in amaranto può cominciare ufficialmente; per conquistare spazio, adesso, la parola passa al campo.
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