Mancanza di serietà e professionalità oltre che di stile.
E’ questo ciò che è naturale pensare in merito alla vicenda che ieri ha scosso l’ambiente giallorosso: il dietrofront di mister Turati sulla sua volontà di guidare il Catanzaro.
Ricostruiamo brevemente i fatti partendo da un presupposto fondamentale: il tecnico originario di Lecco già da un paio di settimane circa aveva trovato l’accordo con la società del Presidente Noto su tutti gli aspetti inerenti il suo legame al club. Era stata trovata l’intesa economica, sulla durata, sul numero dei componenti lo staff, sulle strategie di mercato e sui profili da portare in città per completare e rendere competitivo l’organico con quest’ultimo che poggiava (e poggia) su una base solida formata dai senatori, lo zoccolo duro che da 3-4 stagioni ha fatto le fortune dei giallorossi.
Praticamente tutto ciò che serve definire quando s’nsedia un nuovo allenatore.
Nel corso della giornata di ieri è arrivata la notizia, come un fulmine a ciel sereno, che ha colto di sorpresa tutti, a partire dalla sicietá: il tecnico ex Siracusa ha comunicato di non accettare piú la proposta del club calabrese.
Le motivazioni sarebbero legate, il condizionale é d’obbligo non avendo conferme in merito, ad alcune controversie legate ai movimenti di mercato, oltre che dal fatto che il mister pare abbia chiesto altri due elementi da integrare allo staff.
É evidente che si tratta di pretesti che lasciano il tempo che trovano sia perché di questo e altro si era già discusso e trovato l'accordo in fase di stesura del contratto poi firmato, sia perché comunque il tempo e i margini per definire meglio il tutto trovando le opportune soluzioni c’era ampiamente.
La verità è una sola e deriva dall’intromissione del DS Angelozzi dello Spezia che, conoscendo Turati fin dai tempi in cui era vice di Italiano alla guida della formazione ligure, ha voluto riportare l’allenatore lombardo a La Spezia recando quindi un danno al Catanzaro.
Ovvio che la società giallorossa si sia particolarmente irritata in seguito alla decisione presa da Turati ma non si è persa d’animo trovando nell'arco di qualche ora il suo sostituto.
Ad allenare il Catanzaro sarà Giorgio Gorgone, nella passata stagione al Pescara da subentrato dopo l'esonero di Vivarini.
Il nome del tecnico non è comunque nuovo in quanto era uno di quelli che circolava ancora prima che venisse definito l'accordo con Turati.
La notizia ovviamente non è ufficiale ma crediamo potrà esserlo a giorni.
Una situazione paradossale quella che si è venuta a creare che non ci sembra abbia avuto precedenti analoghi, almeno in serie B, e che definire fuori da ogni logica appare alquanto riduttivo.
Nel calcio moderno ormai strette di mano e contratti firmati lasciano purtroppo il tempo che trovano ma cambiare idea dopo un paio di settimane per accettare una proposta piú allettante proveniente oltretutto da una società di categoria inferiore è sinonimo di mancanza di rispetto e serietà.
Mister Turati, emergente allenatore con soli 2 anni di esperienza tra serie D e C, aveva la grande opportunità di cimentarsi in un campionato più importante e dai contenuti tecnico-tattici molto più elevati ma non ha voluto salire sul treno che gli si era fermato davanti.
Turati non ha compreso l'importanza oltre che il prestigio di allenare una squadra la cui storia leggendaria e blasonata ha sempre fatto parlare bene di sé, per ultimo al termine della passata e straordinaria stagione.
La mancanza di professionalità di Turati che non giudichiamo come allenatore ma come uomo, non lascerà comunque il segno in città in quanto Catanzaro e il Catanzaro non hanno bisogno di gente come lui.
Il rimpianto piuttosto potrebbe averlo proprio il tecnico in futuro, specie se la sua prossima avventura a Spezia non dovesse andare come lui spera.
In tutta sincerità siamo tutti contenti che mister Turati non sia venuto.
Ci dispiace per lui.
Il Catanzaro non è un giocattolo da maneggiare a proprio piacimento!
Autore: Rosario Cardile
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