Dopo quasi mille giorni di lavoro, si chiude ufficialmente l’esperienza di Giuseppe Praticò nel ruolo di direttore generale della Reggina. Un percorso iniziato in una fase particolarmente delicata della storia recente del club e proseguito tra difficoltà, ripartenze e grande senso di responsabilità, fino all’addio comunicato dallo stesso dirigente attraverso un lungo messaggio di saluto e ringraziamento. Il suo futuro professionale proseguirà al Campobasso di Matt Rizzetta, mentre in casa amaranto si avvicina una nuova fase societaria.

Di seguito il testo integrale del messaggio:

“Ci sono addii che fanno rumore.

E poi quelli che parlano in silenzio.

Ieri sera si è chiuso uno dei capitoli più intensi della mia vita, quasi 1000 giorni vissuti con intensità, passione, spirito di servizio e tanto lavoro. La Reggina non è mai stata un semplice incarico, né una firma su un contratto.

La Reggina è casa.

È il bambino che raccoglieva i palloni sognando quei colori. È il ragazzo che imparava cosa significa appartenere. È l’uomo che ha avuto l’onore e la responsabilità di servire questi colori come Direttore Generale nel momento più difficile della loro storia recente.

Quando siamo ripartiti, la Reggina usciva da un fallimento. Ripartiva da zero. Giorno dopo giorno abbiamo cercato di restituirle organizzazione, credibilità, dignità e futuro. Abbiamo affrontato momenti che sembravano insuperabili. Abbiamo lavorato senza risparmiarci, mettendo sempre al primo posto il bene della Reggina.

Non tutto è andato come avremmo voluto, ma nessuno potrà dire che siano mancati impegno, passione, sacrificio e responsabilità. Per questo oggi prevale un solo sentimento: la gratitudine”.

“Grazie al Patron Ballarino e al Presidente Minniti per la fiducia.

Grazie al DS Bonanno e al Team Manager Alessandro, dirigenti e compagni di viaggio.

Grazie ai collaboratori degli uffici Sergio, Amalia, Consuelo, Antonio, Peppe, al direttore Laiacona, ai dipendenti Gaetano, Sabrina e Ciccio, e a tutte le persone che, lontano dai riflettori, hanno lavorato ogni giorno con competenza, dedizione e amore per questa maglia.

Siete stati la mia famiglia e lo sarete sempre nel mio cuore.

Grazie allo staff tecnico, ai calciatori, al dottore Favasuli, ai fisioterapisti Antonio e Domenico, ai tecnici e ai ragazzi del settore giovanile, ai manutentori del Centro Sportivo Sant’Agata, ai volontari, agli sponsor, ai partner, alle istituzioni sportive e civili, alle Forze dell’Ordine e agli organi di informazione”.

“Ma il grazie più grande va ai tifosi, in particolare alla Curva Sud.

A chi c’era sempre. A chi ha sofferto ed esultato. A chi non ha mai smesso di crederci. A chi mi ha sostenuto e anche a chi mi ha criticato.

Perché chi ama davvero la Reggina pretende sempre il massimo.

Il vostro amore non si misura dai risultati, ma nei chilometri, nei sacrifici, nelle lacrime, nella capacità di rialzarsi e nell’orgoglio con cui avete difeso questi colori.

Voi siete e sarete sempre l’anima della Reggina”.

“Lascio Reggio Calabria con il cuore pieno e il rammarico per aver mancato solo il risultato sportivo.

La vita oggi mi offre una nuova sfida professionale nel Campobasso FC, una piazza autentica, passionale e competente, con una tifoseria che vive il calcio con lo stesso orgoglio e senso di appartenenza che ho imparato ad amare qui.

Ringrazio di cuore il Presidente Matt Rizzetta e il Vice Nicola Cirrincione per aver creduto in me.

È questo che mi ha fatto sentire subito nel posto giusto. Chi ha vissuto una piazza vera riconosce subito il valore di un’altra piazza vera”.

Porterò con me tutto ciò che la Reggina mi ha insegnato: la dignità nei momenti difficili, il senso delle istituzioni, l’amore per una maglia, l’orgoglio di rappresentare una città e soprattutto il fatto di non mollare mai.

Si può cambiare città, ruolo, ma non si dimentica mai il luogo in cui il cuore ha imparato ad amare il calcio.

Auguro alla proprietà che subentrerà le migliori fortune.

Grazie Reggina, grazie Reggio.

Con infinito affetto,

Peppe Praticò”.

Sezione: Reggina / Data: Gio 25 giugno 2026 alle 18:12
Autore: Rosario Cardile
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