In merito al match tra Crotone e Catania, gara non particolarmente spettacolare ma decisa da maggiore intensità e concretezza dei padroni di casa, arrivano le parole di Alfonso Morrone, presidente Adicosp (Associazione Direttori e Collaboratori Sportivi), ai microfoni di Esperia TV. L’analisi spazia dal campo al momento del Cosenza, fino alle criticità strutturali del calcio italiano.

Cosenza, ambiente e situazione generale:

“Una piazza come Cosenza privata dello stadio è una sconfitta per tutti. Mi auguro si possa tornare presto in un clima più tranquillo, anche perché il Cosenza è comunque in zona playoff.

Io quell’anno in cui il Cosenza vinse i playoff ero al Fondi come direttore sportivo: non partiva tra le favorite, ma poi li vinse meritatamente”.

Sistema calcio e criticità:

“Purtroppo non è solo Cosenza ad avere problemi. È uscita la Ternana, in passato abbiamo visto il Siracusa, il Rimini ormai è fuori. Ci sono molte situazioni da risolvere.

Serve lavorare sulle riforme: non abbiamo ancora una classe dirigente capace di garantire un vero ricambio a chi ha gestito il calcio negli ultimi anni. Ho comunque massima stima e rispetto per Malagò e Abete”.

Analisi della partita: Crotone-Catania

“Non ho visto una grande partita, ma il Crotone ha messo più voglia di portare a casa il risultato. Primo tempo abbastanza brutto, però il Crotone ha avuto le sue occasioni, soprattutto con Sandri, due volte.

Poi è passato in vantaggio e ha raddoppiato meritatamente. Il gol nasce anche da un’incertezza di Gomez: quello dei tempi migliori la butta dentro subito, invece controlla e si fa anticipare sull’uscita del portiere”.

I singoli:

“Gallo si distingue bene tra i difensori e poi trova la piazza di sinistro. Il Crotone rispetto al Catania è sembrato una squadra viva, mentre il Catania l’ho visto più remissivo.

Vinicius un po’ sottotono rispetto ad altre prestazioni, ma Sandri e Gallo hanno fatto la differenza”.

Sezione: Primo piano / Data: Mer 15 aprile 2026 alle 22:48
Autore: Rosario Cardile
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