Nel post partita di Catanzaro–Modena, gara combattuta e decisa da episodi nel finale, arriva l’analisi di Rubens Pasino, ex centrocampista, ai microfoni di Esperia TV. Una sfida dai due volti: meglio il Catanzaro nel primo tempo, più equilibrata e povera di spunti la ripresa, fino alla zampata di Mendes che regala un punto prezioso agli ospiti ma lascia rimpianti ai giallorossi.

Primo tempo: Catanzaro brillante, Modena in difficoltà iniziale:

“Il Catanzaro nel primo tempo ha giocato una buona gara, soprattutto nella parte iniziale. Il Modena è partito molto male, poi ha avuto una reazione dopo un avvio complicato”.

Fase centrale e gol del 2-1:

“C’è stato un momento in cui la partita si è riequilibrata, ma il gol del 2-1 è stato molto bello e sembrava indirizzare la gara a favore del Catanzaro”.

Secondo tempo: ritmo basso e gara bloccata

“Nella ripresa si è vista una partita con pochi spunti da entrambe le parti. Sembrava un risultato ormai meritato per il Catanzaro, con la gara che si è un po’ spenta”.

Finale ed episodio decisivo:

“La zampata di Mendes ha cambiato tutto, dando al Modena un punto importante per la classifica e per la corsa al quinto posto, ma lasciando il Catanzaro con qualche rimpianto. Non è la prima volta che succede”.

Considerazioni sul Modena e sul campionato:

“Il Modena non ha la continuità per arrivare nelle primissime posizioni, ma resta una squadra che può tranquillamente puntare ai playoff. Le trasferte di Bari, Bolzano e Catanzaro però non hanno mostrato una squadra in grande forma”.

Un analisi sul duro momento del calcio italiano:

“Fino a quando non si cambieranno i vertici e anche chi li elegge, sarà difficile ripartire davvero. Non è solo una questione di presidente, ma di sistema”.

Focus Cosenza: “Da anni si porta avanti una certa ostilità verso la proprietà, anche a ragione credo dei tifosi, dove si è arrivati poi alla diserzione dello stadio. Ma per una squadra il sostegno del pubblico è fondamentale. Il Cosenza sta facendo un grande campionato, ma con lo stadio pieno avrebbe probabilmente una spinta ancora maggiore. Le voci e il clima attorno all’ambiente non aiutano a tranquillizzare i giocatori, che invece hanno bisogno di sentirsi sostenuti”.

Sezione: Primo piano / Data: Mer 15 aprile 2026 alle 22:47
Autore: Rosario Cardile
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