Mister Aquilani nel corso della conferenza stampa della vigilia della trasferta di La Spezia ha le idee chiare su come affrontare i liguri, lo scorso anno finalisti nei play off.

Di seguito le sue dichiarazioni:

Sulla difficile trasferta:

«È una partita difficile contro una squadra strutturata, reduce da una finale per la Serie A.

Andiamo con entusiasmo. Voglio una squadra spavalda e leggera dal punto di vista mentale: sappiamo fare determinate cose, dobbiamo crederci e migliorare rispetto alla prima».

Analisi della gara del debutto con il Sudtirol dalla quale:

«Avremmo voluto dare una soddisfazione al pubblico – erano presenti 12mila persone - del Ceravolo e giocare una gara più pulita ma recuperare una partita che si era messa male non è mai facile. Quel punto ha un valore.

Sull’1-1 ho visto una squadra che ha preso la palla e l’ha portata a centrocampo per provare a vincerla: è lo spirito giusto. È vero, non abbiamo fatto abbastanza per meritarla, ma la strada è segnata».

Sulla strategia da adottare:

«Se scegliamo una strategia diversa dagli altri, dobbiamo occupare meglio gli spazi e avere più personalità nei duelli: fisici, tecnici e mentali».

La difficoltà dell’avversario non farà cambiare idee di gioco:

«Se pensate a un cambio di metodologia, vi dico di no oggi, domani e dopodomani. Costruiamo perché crediamo in ciò che facciamo. Se continui ad insistere è perché cerchi i vantaggi che la pressione avversaria ti offre. L’analisi serve a capire come trasformare lo svantaggio in vantaggio: controllo orientato, uno-due, dribbling, attacco della profondità quando c’è».

Sul modulo:

«Il modulo è variabile in base agli avversari e a ciò che il mercato ci consegnerà. Siamo in costruzione: alcune certezze ci sono, altre dipendono da entrate e uscite. Oggi, per esempio, Biasci è andato via. Dal 1° settembre, con la rosa definita, avremo più punti fermi.

 «I dubbi sono quelli che voglio: significa che i giocatori si allenano bene e mi costringono a scegliere. Se il dubbio sparisce è un problema». 

Su eventuali ripensamenti per aver schierato diversi giovani schierati contro il Sudtirol nessun dubbio:

«Mai. Rispoli è un 2006 e ha fatto una buona partita; Verrengia è un 2003. Mi pento se non rendono o se manca il coraggio, non per la carta d’identità»

Su Di Francesco:

«È un giocatore importante che ho chiesto: se arrivaci dà gamba da Serie B, 1 contro 1, personalità e leadership utile anche per far crescere i ragazzi».

Sugli elementi da schierare sulle corsie:

«Se giochi con due esterni alti, devi averne due per ruolo. A destra non abbiamo un esterno puro come lo intendo io. D’Alessandro per caratteristiche rende di più a sinistra. Non siamo in troppi: lo siamo, forse, per un altro tipo di calcio, non per il nostro»

Su Petriccione escluso nella gara inaugurale:

«Per me è un giocatore molto importante, un pilastro. Ho chiesto io che rinnovasse. Abbiamo giocato con due centrocampisti, oggi ne abbiamo tre veri in rosa e devo anche garantire sostituzioni coerenti con il sistema. In futuro potrà entrare lui o un altro: dipende da sensazioni e partita, ma il suo status non è in discussione»

Sulla durata del calciomercato:

«Per un allenatore è meglio avere i giocatori prima: strutturi la squadra e inserisci alternative. Così è più complicato, ma fa parte del gioco. È un’abitudine tutta italiana arrivare lunghi, un imbuto in cui gli obiettivi si assomigliano per tutti.

Dietro c’è una società seria, partecipe e al lavoro. Ci auguriamo che arrivino calciatori che alzano davvero l’asticella: io sarò il primo a esserne contento»

Sezione: Primo piano / Data: Ven 29 agosto 2025 alle 16:55
Autore: Maurizio Martino
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