Ultime due gare disputate, altrettanti torti arbitrali subiti.

Nel calcio, si sa, due indizi non fanno una prova ma fanno certamente discutere e irritare chi viene penalizzato da decisioni cervellotiche.

Non ci si abituerà mai alla tecnologia e all’uso inappropriato della stessa che adotta critichi e regolamenti a dir poco discutibili.

Il fallo non fischiato su Candela a Benevento nell’azione poi conclusa con la concessione del calcio di rigore per i sanniti e la spinta evidente – anche in questo caso – non ravvisata ai danni di Iemmello lanciato a rete nel match di ieri con il Padova sono due episodi che se non fanno gridare allo scandalo poco ci manca.

E’ opinione generale di TUTTI gli addetti ai lavori oltre alla chiara testimonianza delle immagini visionate da varie angolazioni, che i due falli non segnalati nelle due gare dovevano essere puniti.

A subire i due torti è, guarda caso, sempre il Catanzaro che, vuoi per disattenzione dell’arbitro (!) e del VAR, vuoi per superficialità hanno penalizzato i calabresi la cui posizione in classifica è già di per sé a dir poco complicata.

Non vogliano parlare di malafede però le disattenzioni e soprattutto la supponenza non possono essere tollerati. Terna arbitrale – anche gli assistenti non sono esenti da colpe – e addetti al VAR (il solito Rutella sul nostro cammino!) sono chiamati - e pagati - per svolgere il loro lavoro in modo coscienzioso e senza sbavature (leggi disattenzioni).

Se ai problemi che il Catanzaro sta certando di superare, specie adesso che in panchina siede mister Mignani, si aggiungono anche le decisioni errate da parte dei direttori di gara e del VAR, il cammino sarà ancora più tortuoso.

La società dovrebbe cominciare ad alzare le antenne e segnalare maggiore…”attenzione” al Palazzo!

Sezione: Primo piano / Data: Dom 01 novembre 2026 alle 11:03
Autore: Maurizio Martino
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