Nel corso de “Il Calcio Calabrese Night” è intervenuto telefonicamente Giorgio Perinetti, dirigente di lunga esperienza e tra i nomi più conosciuti del calcio italiano, con un passato importante al Palermo e un possibile approdo al Catanzaro sfumato nel 2020.

Nel corso della trasmissione, il direttore sportivo ha analizzato diversi temi: dall’andamento del campionato di Serie B alle ambizioni del Palermo di Pippo Inzaghi, passando per il momento del Catanzaro, le difficoltà incontrate dai giallorossi dopo la brillante stagione precedente e le prospettive del calcio italiano.

Serie B, Perinetti: «Il Palermo ha preso un allenatore top per la categoria»

Perinetti ha aperto il suo intervento soffermandosi su un campionato cadetto che continua a distinguersi per equilibrio e imprevedibilità, con le ultime giornate che iniziano però a delineare meglio i rapporti di forza:

«È un campionato che ogni domenica è molto difficile da decifrare. Queste ultime otto giornate stanno facendo capire che quest'anno il Palermo specialmente lascerà uno dei primi posti. Ha rifatto la squadra ma soprattutto ha preso un allenatore top per la categoria».

Un giudizio significativo, considerando il legame tra Perinetti e il club rosanero, che il dirigente ha contribuito a riportare in Serie A. Proprio in riferimento a un possibile ritorno nella massima serie, non è mancuta una battuta ironica:

«Io finalmente tornerò a non essere più l'ultimo a portare il Palermo in Serie A, sarò il penultimo e mi fa piacere se succederà».

Catanzaro, una stagione più complicata dopo il sogno Serie A

Nel corso della chiacchierata, Perinetti ha dedicato spazio anche al Catanzaro, reduce da un periodo più difficile dopo aver sfiorato la promozione in Serie A nella scorsa stagione.

Secondo il dirigente, le difficoltà possono rientrare nel percorso di una società che porta avanti un progetto ambizioso, soprattutto quando si interviene più volte sulla struttura della squadra:

«Quando si fa un progetto in maniera concreta come ha fatto il Catanzaro in questi anni è chiaro che ci possa essere l'annata più felice, l'anno scorso ha sfiorato la Serie A, e ci può essere un'annata con più difficoltà. Rinnovando sempre la squadra ce n'è una in cui magari devi dare un po' di più. Però la società è capace e sicuramente farà anche dei correttivi a gennaio».

Parole che riconoscono il valore del lavoro portato avanti dalla società giallorossa, con la prospettiva di intervenire sul mercato invernale per correggere eventuali criticità.

Il retroscena del 2020: «Ero vicinissimo al Catanzaro»

Tra i passaggi più interessanti dell’intervento c’è anche il riferimento alla possibilità, nel 2020, di un suo arrivo a Catanzaro. Perinetti ha confermato i contatti con il presidente Floriano Noto, spiegando come la trattativa fosse arrivata a un punto molto avanzato prima della sua rinuncia:

«Ero vicinissimo perché poi in effetti ho un rinunciato».

Una rivelazione che riporta alla luce una possibilità concreta, rimasta però senza seguito.

Calcio italiano, Perinetti: «Servono riforme e continuità»

In chiusura, il dirigente ha affrontato il tema delle riforme del calcio italiano, soffermandosi sulla necessità di superare gli interessi particolari e avviare un percorso condiviso di rinnovamento:

«Il calcio italiano ovviamente ha bisogno di riforme, lo diciamo sempre. Veniamo dai Mondiali, è inutile ripeterlo come siamo andati. Adesso sembrava esserci stata una svolta, non è così, si ritorna a votare e ci sono in competizione due persone, due personaggi di enorme spessore. Il problema sarà comunque scegliere e poi finalmente dare continuità, perché il calcio non si può fermare, deve trovare un modo di rinnovare il sistema, di migliorare e fare le benedette riforme. Non è che il buon avvio di Mancini non deve creare un ottimismo di facciata. Dobbiamo lavorare tanto e soprattutto lavorare di sistema, non lavorare almeno per il proprio interesse, ragionare con opportunità di condominio... per fare le cose molto più serie, bisogna farla bene».

Il messaggio di Perinetti è chiaro: il calcio italiano ha bisogno di interventi strutturali, di una visione condivisa e soprattutto di continuità. Un percorso che, secondo il dirigente, non può più essere rimandato e deve mettere al centro gli interessi dell’intero movimento.

Sezione: Primo piano / Data: Ven 30 ottobre 2026 alle 09:00
Autore: Rosario Cardile
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