Jacopo Petriccione, centrocampista del Catanzaro, è intervenuto ai microfoni di Esperia TV analizzando il momento della squadra tra sogni playoff, crescita del gruppo e serenità personale.

Cosa volete fare da grandi? “È una domanda che ci fanno spesso e ci fa piacere, perché significa che stiamo facendo qualcosa di importante. Nulla è scontato, anche se a volte può sembrarlo. Siamo felici di ciò che stiamo costruendo e a tutti piace sognare. La classifica è bella e vogliamo continuare così, per provare a rigiocare quei playoff che sono qualcosa di magico”.

Petriccione ha ripercorso anche l’inizio complicato di stagione:

“Siamo partiti con qualche difficoltà, ma per esperienza sapevamo che ne saremmo usciti. Non abbiamo mai cambiato le nostre idee: siamo una squadra che deve vincere attraverso il palleggio e il gioco. Tra novembre e dicembre abbiamo preso il volo, ci siamo sbloccati e ora speriamo di non fermarci”.

Il centrocampista sottolinea la solidità del gruppo:

“Dopo tre anni lo zoccolo duro è rimasto e chi arriva riesce a integrarsi bene. È un merito nostro. Si lavora con serenità”.

Un passaggio anche sulle difficoltà del campionato cadetto:

“La Serie B è fatta di episodi. Nelle prime otto giornate abbiamo raccolto solo sei punti, ma alcune partite meritavamo di vincerle. In altre, come contro Venezia e Palermo, abbiamo sofferto di più. Se vai sotto è difficile rimontare, perché le squadre sono organizzate. Ora siamo in fiducia e vogliamo fare più punti possibile prima della pausa, per giocarci tutto nell’ultimo mese e mezzo”.

Petriccione si è soffermato anche sui giovani:

“Nel corso degli anni ho visto tanti ragazzi arrivare in Serie A e altri fermarsi prima: conta il percorso. Cissè è stato incisivo in un momento delicato e ha fatto la differenza. Con noi abbiamo anche Liberali: mi ha sorpreso tantissimo per l’impatto avuto. Quando si è fatto male Cissè è stato un colpo duro, ma Mattia ha mantenuto alto il livello. Abbiamo giovani forti e quando vengono chiamati in causa rispondono sempre presente. Complimenti alla società”.

Spazio anche alla dimensione personale:

“La mia famiglia si sente a casa, ed è la cosa più importante. Posso andare in campo sereno e dedicarmi solo al calcio. Devo ringraziare mia moglie e le mie bambine. Mi sento un giocatore importante per la piazza e per la società. Sto bene qui, sto bene a Soverato, che mi ha accolto due anni fa”.

L’entusiasmo che trascina:

“I risultati non arrivano mai per caso. Quando la società ti fa stare tranquillo, i risultati arrivano. Sentiamo l’entusiasmo che parte da loro e si trasmette alla piazza, trascinandoci in ogni partita”.

Il rapporto con i tifosi:

“Cercheremo di onorare sempre la maglia. I tifosi ci sono sempre stati e non possiamo che ringraziarli”.

Sezione: Primo piano / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 22:14
Autore: Rosario Cardile
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