Giuseppe Praticò, direttore generale della Reggina, è stato intervistato dal quotidiano “Forza Reggina”.

Ecco le sue dichiarazioni:

I consensi sulla sua persona non sono unanimi. Che aria si respira? Perché ci siamo ritrovati in questa situazione? “Non si può piacere a tutti, e comunque gli attestati di stima non mancano. Adesso si respira un’aria di rinnovata fiducia. Ancor più dopo l’insperata chiusura dell’andata a soli quattro punti dalla testa. L’ambiente è sereno, consapevole di dover risalire la china, pensando partita per partita. Ci siamo complicati la vita perché forti dei risultati dello scorso anno, nonostante le sollecitazione della dirigenza, la squadra non ha avuto un atteggiamento famelico. In più la condizione atletica evidentemente deficitaria e, inevitabilmente, quando non arrivano i risultati diventa tutto più difficile nella testa e nelle gambe. Inoltre alcuni giocatori non hanno reso come ci aspettavamo”.

L'appetibilità della Reggina sembra limitata se alcuni giocatori preferiscono andare altrove: “Capisco a chi si fa riferimento (Fabio Alagna), ma direi proprio di no. Ricevo tante proposte perché qui si fa calcio vero. Ogni ds deve adattarsi alle indicazioni del tecnico, cercando un equilibrio tra esperienza della società e richieste. Così per Trocini ed adesso con Torrisi. Ma poi, non è che si siano sbagliate tante scelte, a parte i quattro giocatori andati via, e neppure con gli under, come stiamo vedendo”.

Pergolizzi, lo scorso anno, Trocini oggi: si sbaglia sempre la scelta iniziale: “Per Pergolizzi non parlerei di errore, anche perché se n’è andato con la squadra a due punti dal primo posto; per Trocini sfido chiunque a non confermarlo dopo aver dimostrato sul campo di poter puntare in alto. Poi…”.

Dopo due mesi Montalto non è stato ancora sostituito: “Non è facile prendere un attaccante a stagione in corso perché se è bravo le società non lo danno, se svincolato ci vuole tempo per averlo a disposizione. Non possiamo sbagliare: deve essere pronto e affamato”.

Da sempre la società è sembrata fin troppo sensibile agli umori espressi sui social: “Quando le cose vanno male ognuno è legittimato ad esprimere il proprio disappunto. Prima di Enna tifosi sono venuti al S.Agata e l’allenatore ha chiesto il loro supporto. Un atto di fede, che è stato ripagato dalla squadra, un detonatore per i risultati ottenuti”.

Le voci su eventuali proposte di rilevamento della società erano troppo insistenti e circostanziate per essere campate in aria: “Qualcuno poteva avere interesse a creare zizzania tra dirigenti e proprietà, ma i rapporti sono saldi. Le difficoltà le stiamo superando proprio per la nostra compattezza”.

Come sono i rapporti con l’amministrazione comunale?“Ottimi, sia personalmente che per quanto riguarda la società”.

Il patron Ballarino si è un po' defilato negli ultimi tempi: “E’ abituato a far lavorare i suoi collaboratori. Quando le cose vanno meglio si fa notare di meno, ma la sua presenza è costante. Bisogna riconoscere che quando è stato necessario ci ha messo la faccia”.

Le sue dimissioni? “Dopo la sconfitta con la Vigor Lamezia e le contestazioni degli ultra, considerato il rapporto di fiducia con la proprietà, ho ritenuto che le mie dimissioni potessero essere funzionali. Mi è stato risposto che non erano neppure da prendere in considerazione”.

Come previsto non siamo stati ripescati, ma alcuni club di Serie C hanno seri problemi: “Siamo arrabbiati, perché è stato negato alla Reggina il diritto di disputare la serie C. Per l’ennesima volta sono state sottovalutate in estate situazioni che poi deflagrano. Ci sono pure società che fanno sforzi esagerati per vincere e poi non hanno la forza per andare avanti. Sicuramente è necessaria una profonda revisione delle regole”.

Di recente lei ha parlato di programmazione e funzionalità della macchina amaranto. E i risultati? “Abbiamo creato le condizioni per far rendere al meglio possibile il lavoro della squadra e del settore giovanile. E’ stata una crescita costante, finalizzata ad arrivare nei professionisti. Centro sportivo, settore giovanile, siamo primi in ogni categoria e con giocatori arrivati in prima squadra. La società è cresciuta con nuove figure ed è diventata attrattiva per il territorio”.

Il futuro della Reggina se non dovesse arrivare la promozione?

“Ne parleremo dopo”.

(Dichiarazioni ed introduzione dei singoli passaggi dell'intervista riportati da Forza Reggina)

Sezione: Reggina / Data: Gio 01 gennaio 2026 alle 16:09
Autore: Rosario Cardile
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