Il deludente pareggio casalingo rimediato ieri dalla Lfa Reggio Calabria con il Portici, ha spento gli entusiasmi nell’ambiente amaranto e aumentato le perplessità nei confronti di questa proprietà, che fin qui non è riuscita a fornire indicazioni sul futuro. Come abbiamo detto più volte, i mesi di dicembre e gennaio sarebbero dovuti essere utili a tracciare il futuro di una Reggio Calabria calcistica, desiderosa di riprendersi la propria storia e tornare ad ambire a traguardi importanti. Ad oggi si sta navigando a vista, questo è ciò che traspare dall’esterno, non solo per la conduzione del mercato invernale che ha visto arrivare alla corte di mister Trocini solo giocatori per le corsie esterne, ma anche per le dichiarazioni poco convincenti rilasciate dai dirigenti amaranto nelle varie trasmissioni sportive. Il feeling tra questi signori di Catania e la piazza non c’è mai stato, anche se la tifoseria già mortificata da quanto avvenuto nella scorsa estate ha sempre risposto presente con cuore e passione.
Il calcio a Reggio Calabria non può rimanere ingabbiato tra interessi politici e figure non in grado di poter dare quelle garanzie necessarie, fondamentali per tornare protagonisti tra i professionisti. Parlando di questioni di campo, la squadra ha racimolato soltanto due punti nelle ultime tre gare, mostrando passi indietro sul piano delle prestazioni e un atteggiamento remissivo, che rischia di compromettere il raggiungimento minimo che è quello di disputare i play off. I mancati arrivi di una punta centrale e un regista di centrocampo, non hanno consentito alla squadra di compiere quel tanto atteso salto di qualità. Chiaro che ormai ogni intervento sul mercato sarebbe tardivo. Bisognava muoversi prima, magari con un minimo di strategia. Sapevamo che questa sarebbe stata una stagione di assestamento, viste le note difficoltà affrontate dalla proprietà, messa in una situazione piuttosto scomoda. Nessuno può negare l'onesta e la volontà di questi signori, arrivati a Reggio Calabria con le migliori intenzioni, al momento però tutto ciò non può essere sufficiente.
La Serie D è una categoria che non appartiene a Reggio Calabria, proprio per questo urge chiarezza. In questi anni il calcio è cambiato. Per poter ambire in alto, servono importanti risorse economiche, utili ad avviare una programmazione che possa portare risultati positivi per un medio lungo periodo. La piazza reggina ha bisogno di risposte. Risposte a suon di fatti, non certo dichiarazioni di circostanza, date in pasto ai media. Il raggiungimento dei play off con eventuale vittoria, non garantiscono minimamente il ritorno tra i professionisti, questo lo sanno bene Ballarino e soci. Questa stagione doveva rappresentare l’inizio di un nuovo corso per una Lfa Reggio Calabria o Reggina come dir si voglia, per mettersi alle spalle un recente passato caratterizzato da delusioni e prese in giro da parte di soggetti che hanno “stuprato” la storia di un importante club, invece siamo qui a fare i conti con un mare di dubbi e perplessità su un futuro che si prospetta fortemente incerto.
Chi vuole fare calcio a Reggio Calabria,deve avere ben chiaro il fatto che non si trova in un posto qualunque. Non è permessa l’improvvisazione, in nessun modo. E’ giunto il momento che Ballarino e soci diano segnali convincenti su cosa vogliono diventare da grandi, altrimenti è meglio andare a fare calcio in altri lidi, dove le pressioni sono certamente minori. Reggio rivuole la Reggina, la rivuole con la sua storia e tornando dove gli compete. La domanda da porsi oggi più che mai, è la seguente: Questi signori venuti dalla Città dell’Elefante, saranno all’ altezza della situazione? Soltanto il tempo potrà fornire le dovute risposte. Per il resto, preferiamo lasciare a voi l'ardua sentenza.
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